Il nuovo diffusore OPERA è stato progettato e realizzato con un certo ritardo rispetto alle richieste degli affezionati audiofili che hanno accordato la loro preferenza al suono espresso dalle nostre realizzazioni. Il motivo di tale ritardo, valutabile in circa un anno, va ricercato nella modalità operativa utilizzata per il progetto del diffusore. Si tratta di un tre vie da pavimento di notevole impatto estetico con quattro altoparlanti. Le connotazioni esterne sono riconducibili ad una altezza discreta, alla consueta costruzione in vero legno ed alla presenza di una morsettiera sdoppiata, realizzata con connettori espressamente disegnati e costruiti per OPERA.
Il progetto
Il progetto del diffusore è partito dalla decisione di utilizzare degli altoparlanti appositamente realizzati dai migliori costruttori europei. Spesso si sente parlare di “altoparlanti costruiti su specifiche”, una terminologia forse abusata e difficilmente verificabile. Nel nostro caso invece il disegno dei woofer è partito dalle ipotesi di resa musicale della gamma bassa e dalla configurazione a doppio woofer e doppia camera scelta. I parametri di Thiele e Small sono stati attentamente valutati in base alle caratteristiche desiderate e soprattutto in base alle caratteristiche dinamiche esenti da compressioni e distorsioni.
La scelta della doppia camera per l’accordo reflex è dettata dalla esigenza di poter contare effettivamente sul raddoppio di pressione al raddoppio degli altoparlanti. Con un volume di lavoro unico si corre il rischio che il condotto di accordo carichi in modo ottimale uno solo dei due woofer aumentando notevolmente le perdite totali, che la rigidità del mobile sia compromessa e che le dimensioni interne possano innescare risonanze indesiderate. Si è deciso allora di impiegare due camere reflex, con la possibilità di poter gestire le eventuali perdite soltanto con l’assorbente interno svincolandosi dall’apporto delle caratteristiche meccaniche dei woofer. Questi sono stati realizzati con supporti in kapton, in modo da avere un fattore di merito meccanico estremamente elevato, con perdite ridottissime. Per avere una gamma bassa possente ma ben smorzata è stata realizzata una struttura lignea di ben 31 chilogrammi, capace di assorbire le sollecitazioni imposte dagli altoparlanti. La doppia camera praticamente dimezza la dimensione dell’altezza aumentando notevolmente la solidità e lo smorzamento delle pareti laterali, scongiurando drasticamente l’eventualità di risonanze a canna d’organo. Per l’assorbente interno sono state sperimentate molte soluzioni tese a massimizzare il potere assorbente nella specifica banda di frequenze riprodotte dagli altoparlanti. Per i woofer è stato scelto un materiale composito, con una densità elevata ed una massa incrementata dalla presenza di un sottile foglio di piombo incollato sia al cabinet che all’assorbente vero e proprio. Per il midrange si è preferito il consueto acrilico cardato che consente una ottimale attenuazione delle riflessioni interne. Per le membrane si è scelto di accordare la preferenza alla cellulosa trattata con resine smorzanti per i woofer e del copolimero per il midrange, costruito anch’esso su specifiche. Per la riproduzione della gamma media i parametri costruttivi sono profondamente differenti rispetto a quelle dei midwoofer attualmente in commercio, nati esclusivamente per funzionare in diffusori a due vie di piccole dimensioni.
Escludendo a priori l’emissione della gamma bassa infatti si riesce a realizzare una membrana molto più leggera, cedevole nella sollecitazione perpendicolare al moto e sufficientemente rigida nel senso del moto. Ciò permette di esibire una risposta senza crossover regolare e priva di particolari enfasi, sia nella emissione in asse che in quella fuori asse, assolutamente non svilita dagli effetti della diffrazione dei bordi. Il solo tweeter è un componente standard della Seas, ampiamente collaudato e realizzato con tolleranze acustiche molto contenute. Nella scelta delle frequenze di incrocio abbiamo adottato un criterio abbastanza originale, cercando di contenere le variazioni di fase acustica in gamma bassa e di scegliere frequenze di lavoro tali da contenere le variazioni di risposta nella ripresa ad angolazioni elevate. Questa scelta ha permesso di ottenere una grande stabilità della scena in ambiente unita ad una eccellente focalizzazione dei piani sonori. Per ottenere questi risultati abbiamo utilizzato sia una modesta quanto calibrata inclinazione del pannello frontale che un adeguato smorzamento della risposta acustica. I componenti del filtro elettrico sono stati disposti su due supporti separati per la gamma bassa e la gamma medioalta in modo da scongiurare interazioni tra le varie sezioni. Per le induttanze si è preferito utilizzare avvolgimenti autocementanti in vece delle più economiche induttanze inglobate in resina, per una resa assolutamente esente da alterazioni della risposta in gamma di incrocio.